Alumni
sotto il riflettore

Ottobre 2021

Leonardo Romanelli

Co-fondatore di NAVU, direttore commerciale di LASPAT e consulente a Media Technologies

Field: Impresa sociale ed ambientale (spec. istruzione, lavoro, moda, salute), e digitalizzazione della pubblica amministrazione

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Leonardo Romanelli

Classe di Diploma 2014

Laurea triennale in politica, economia e giurisprudenza a Sciences Po, sede Europa-Asia di Le Havre. Laurea magistrale in sviluppo internazionale a Sciences Po, Parigi.

Per quanti anni hai studiato all’IST?
Ci ho trascorso 17 anni, dai tempi di Tekken 3 ed il primo Harry Potter, fino alla fine del liceo nel 2014, anni in cui le sonde atterravano sulle comete e l’harlem shake rimbombava nei corridoi.

Qual era il titolo della tua tesi?
“Il lato oscura della carità: un dilemma ed una proposta di sviluppo sostenibile”, nella quale esamino inefficienze nell’aiuto pubblico allo sviluppo e nella filantropia internazionale nel riuscire a rispondere alle cause d’origine della povertà. Discute di come vincoli di dipendenza fra donatori e beneficiari intrappola i poveri in una condizione di immobilità.

Qual era la tua casata all’IST?
La sola ed unica K L E O S capitanata dal leggendario Mr. S!
Imbattibili negli sport, gli ultimi della classe nel resto. In 5 anni non siamo mai andati a Gardaland ma ci siamo sempre divertiti più di chiunque altro!

Come ti sei preparato ad affrontare il tuo corso di studi futuri?
L’IST mi ha insegnato e supportato nell’essere intraprendente, di sognare e trasformare idee in progetti attuabili per crescere. Più di ogni altra cosa, mi ha dato l’opportunità di divertirmi e creare delle profonde amicizie con ragazzi, insegnanti e personale, caratteristiche fondamentali e preziose nella crescita di tutti i giovani.

Cosa sognavi di fare da grande in Grade 5?
Sognavo di diventare uno scienziato ed un campione di sci. Potremmo dire che le scienze sociali mi rendano di fatto uno ‘scienziato’ ad oggi? 😉

Quali sono i tuoi più cari ricordi all’IST?
Impossibile sceglierne una, una delle prime a venirmi in mente è stato quel tramonto passato a rotolare giù dalle verdi colline in qualche luogo sperduto della campagna Inglese. Uno di quei rari momenti di semplicità in cui ti senti come se non esistesse nient’altro, siete solo tu e i tuoi amici che vi divertite in un mondo sospeso fra il tempo e lo spazio.